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Mostre in arrivo a Brescia, Milano e Bolzano

Canaletto
Canaletto

Un dipinto di Canaletto in esposizione a Brescia

Per gli appassionati d’arte, nei prossimi giorni sono in programma le inaugurazioni di alcune mostre che ci accompagneranno fin quasi all’estate.

A Brescia, il 23 gennaio a Palazzo Martinengo (via Dei Musei 30, Brescia amicimartinengo.it), prenderà il via “Lo Splendore di Venezia”. La mostra, che si chiuderà il 12 giugno, presenta oltre cento capolavori di Canaletto, Bellotto, Guardi e tutti i maggiori vedutisti del XVIII-XIX secolo, che hanno dipinto la splendida città veneta. La mostra vuole celebrare la città italiana che più di ogni altra è stata, ed è ancora oggi, un mito intramontabile nell’immaginario collettivo: Venezia. La Serenissima, infatti, ha sedotto con il suo fascino ammaliante generazioni di viaggiatori, mercanti, letterati e soprattutto pittori che hanno fissato sulla tela con la magia del pennello piazze, chiese e canali, luci, riflessi e le mutevoli atmosfere di questo “luogo incantato fuori dal tempo sospeso tra distese di acqua e di cielo”.

Venezia sotto la neve di Ippolito Caffi

Venezia sotto la neve di Ippolito Caffi

Nel corso dei secoli Venezia è stata così spesso immortalata sia da artisti italiani che stranieri da determinare la nascita del vedutismo, nuovo fortunato filone iconografico particolarmente apprezzato dai colti e ricchi viaggiatori del Grand Tour desiderosi di tornare in patria con una fedele istantanea delle incantevoli bellezze ammirate nel Bel Paese.

il Simbolismo a Palazzo reale

A Milano in mostra il Simbolismo dal 3 febbraio a Palazzo Reale 

A Milano, dal 3 febbraio al 5 giugno 2016, A Palazzo Reale (Piazza Duomo Milano www.comune.milano.it/palazzoreale) potremo immergerci nelle atmosfere misteriose del Simbolismo, grazie alla nuova mostra dal titolo: “Il Simbolismo. Dalla Belle Epoque alla Grande Guerra”.

Un grande evento che si inserisce nel programma che Palazzo Reale dedica all’arte tra fine Ottocento e inizio Novecento e che ha già visto l’apertura della rassegna dedicata ad Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau (aperta fino al 20 marzo 2016).

In esposizione oltre 150 opere tra dipinti, sculture e una eccezionale selezione di grafica, che rappresenta uno dei versanti più interessanti della produzione artistica del Simbolismo, provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private, rievocando l’ideale aspirazione del Simbolismo a raggiungere un effetto unitario per creare un’arte totale.

Attraverso 18 sezioni tematiche il percorso espositivo evocherà le atmosfere e la

Le “Mille e una notte”, di Vittorio Zecchin

Le “Mille e una notte”, di Vittorio Zecchin

dimensione onirica che i diversi artisti desideravano raggiungere per superare le apparenze: il visitatore attraverserà questo periodo passando dalla dimensione onirica di Fernand Khnopff alle ardite invenzioni iconografiche di Klinger, dalle rappresentazioni demoniache di Odillon Redon e Alfred Kubin alle rappresentazioni dei miti di Gustave Moreau, dal sentimento di decadenza di Musil al vitalismo di Hodler, ma anche le suggestioni dei Nabis, le interpretazioni dell’amore di Giovanni Segantini e la magia della decorazione di Galileo Chini.

In mostra sono presenti diverse opere presentate alle Biennali di Venezia che sono state una straordinaria vetrina di confronto internazionale, dove i protagonisti del Simbolismo europeo, come von Stuck, Hodler, Klimt, hanno dialogato con gli italiani. Tra questi vanno segnalati soprattutto Sartorio presente con l’imponente ciclo pittorico “Il poema della vita umana”, realizzato per la Biennale del 1907, quella dove venne allestita la famosa “Sala dell’Arte del Sogno” che ha rappresentato la consacrazione ufficiale del Simbolismo. La mostra si chiude immergendo lo spettatore nell’atmosfera fantastica delle “Mille e una notte”, il ciclo decorativo realizzato da Zecchin alla vigilia della Grande Guerra.

l'uomo venuto dal ghiaccio

una ricostruzione di Ötzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio della Val Senales

Oltre l’arte l’archeologia, a Bolzano – dal 2 febbraio e fino al 2018 – al Museo Archeologico dell’Alto Adige (via Museo 43, Bolzano tel: 0471 320100 – www.iceman.it) si apre la mostra “Heavy Metal – Come il rame cambiò il mondo” descrive come, oltre 10.000 anni fa, la scoperta del primo metallo fu un passo rivoluzionario per l’umanità. Qualcuno, forse per caso, trovo un pezzo di rame puro e constatò che quel materiale sconosciuto, se battuto a caldo, si lasciava modellare. Una qualche volta si riuscì poi a fondere il minerale di rame a 1000 gradi Celsius e a portarlo alla forma desiderata. La mostra si tiene nella ‘casa’ di Ötzi, l’Uomo del ghiaccio che, con un’ascia di rame vagava per le Alpi intono al 3.000 a.C., che è all’avanguardia per l’approccio multimediale e giocoso degli allestimenti.