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Amsterdam: offerta imperdibile!

Amsterdam in autunno
Amsterdam in Autunno ancora più romantica

Amsterdam un’occasione imperdibile con Alpostomio.com

Se avete mai pensato di visitare Amsterdam, questo è il momento giusto grazie a un’offerta imperdibile. L’autunno, con i suoi colori e le sue atmosfere un po’ malinconiche, la rende ancora più affascinante e romantica. Il clima in questa stagione è ancora clemente e consente di stare all’aperto, magari seduti a un caffè o passeggiando lungo i canali o, ancora, in bicicletta, che è il modo più comune e diffuso di muoversi in città. Su Alpostomio.com, inoltre, si può trovare un soggiorno decisamente interessante – in un albergo moderno vicino al centro – a un prezzo superscontato: dal 23 al 27 ottobre a 180 euro anziché 370 euro .

Locali e movida al top in Europa

La città olandese, del resto, con i suoi oltre 160 canali, attraversati da oltre mille  ponti che mettono in collegamento

biciclette e canali rendono unica Amsterdam

Muoversi in bicicletta per la città dei canali un’emozione che solo Amsterdam può regalare

90 isole, è una delle città più tipiche d’Europa. A ottobre, quando la temperatura tende ad abbassarsi e le giornate ad accorciarsi, si scopre la città dei locali, senza dubbio una delle attrazioni della capitale dei Paesi Bassi. Sono moltissimi quelli che ospitano band e concerti dal vivo e tra i numerosi eventi di ottobre uno dei più interessanti è il Festival della Birra Bock, in programma il 26 e 27 ottobre, al Beurs van Berlage, il centro congressi situato in quello che era il palazzo della Borsa olandese. Un grande evento a cui partecipano migliaia di visitatori, con tanti stand dove assaggiare oltre 100 tipi diversi di birra, con spettacoli e musica. Ma se la movida, il divertimento e le atmosfere dei locali di Amsterdam sono celebri, non lo sono da meno l’arte e la cultura. La città che ha ospitato Rembrandt e il suo talento può contare su ben 75 musei, tra questi il Rijksmuseum (Museo Nazionale), il più importante museo olandese, che si trova in Museumplein (Piazza dei Musei), stupenda e curatissima piazza-parco dove  sono situati anche il Van Gogh Museum e lo Stedelijk Museum, museo di arte moderna e contemporanea olandese. il Rijksmuseum da solo vale il viaggio e presenta grandi opere del ‘600, il secolo d’oro per l’arte dei Paesi Bassi. E tra i capolavori esposti «La Ronda di Notte» di Rembrandt (1606 – 1669) e alcune opere di Jan Vermeer come la «Lattaia» e la «Donna in blu»

Il museo più importante dedicato al genio di Van Gogh

il Van gogh museum è una meta imperdibile

I Girasoli, il museo Van Gogh espone oltre 200 quadri del pittore olandese più noto e amato

Un altro motivo per cui val la pena visitare Amsterdam è senz’altro il Van Gogh Museum. Aperto nel 1973, grazie a una donazione degli eredi di oltre 200 quadri e 500 bozzetti, presenta alcune tra le opere più famose del pittore, tra cu alcuni dei suoi capolavori più famosi come «I mangiatori di patate», «I girasoli», «Il Campo di grano con corvi»- Non mancano però anche quadri di Monet, Gauguin, Toulouse-Lautrec  e altri artisti contemporanei di Vincent Van Gogh. Ma Amsterdam ospita musei per tutti i gusti: dal museo dei gatti alle collezioni permanenti di borse, dalla fotografia all’archeologia e molto altro ancora. Senza contare la Casa di Anna Frank.

160 canali che la rendono unica

Sono però i canali la vera attrazione di Amsterdam. Quelli principali sono: il Singel, l’Heren, il Keizer e il Prinzen, chiamati gracht (grachten alplurale) sono stati scavati a partire dal XV secolo e soprattutto nel ‘600, il Secolo d’oro olandese. Attorno a questi quattro si è sviluppata una fittissima rete di canali secondari – complessivamente la rete dei canali di Amsterdam è lunga oltre 100 chilometri – attraversati da un’altrettanto fitta rete di ponti.
Una struttura urbanistica particolare che dal 2010 è Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’UNESCO.

 

le tipiche case di Amsterdam alte, strette e spesso storte

Le tipiche case di Amsterdam alte, strette e spesso storte

Sui canali si affacciano numerosi edifici monumentali e, soprattutto, le pittoresche case di Amsterdam. Colorate, alte e strettissime sono una diversa dall’altra e rendono la città veramente speciale. Storte, perché poggiano su un terreno friabile, lasciano a ogni viaggiatore un ricordo indelebile.
Sono moltissime, dunque, le ragioni per una vacanza e sfruttare l’occasione di vivere Amsterdam con un’offerta imperdibile. Con Alpostomio.com una in più la convenienza!

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Al via la stagione de laVerdi

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi Direttore Claus Peter
Wayne Marshall a laVerdi

Wayne Marshall uno dei grandi nomi sul podio de laVerdi in questa stagione

Con il consueto concerto straordinario al Teatro alla Scala si è aperta, lo scorso 16 settembre, la stagione dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Una stagione speciale perché celebra il 25° anniversario della fondazione de laVerdi  e lo fa alla grande, grazie a un palinsesto mai così ricco: 32 programmi (14 a tre ripetizioni – giovedì, venerdì e domenica – e 18 a due – venerdì e domenica); la rassegna Crescendo in musica, dedicata ai piccoli spettatori e alle loro famiglie;  la Musica da Camera (16 concerti al MAC di piazza Tito Lucrezio Caro 1); laVerdi PoPs (tre appuntamenti dedicati a Queen, Abba e David Bowie); OSJ (Orchestra Sinfonica Junior) con sei date; il Coro di Voci Bianche con quattro appuntamenti e ben dieci concerti straordinari. Anche per il direttore Claus Peter Flor si tratta di un anniversario: i 20 anni dal primo concerto con laVerdi. Il 13 novembre è la data che segna il compleanno dell’orchestra e per l’occasione verrà proposta l’esecuzione integrale delle sinfonie di Cajkovskij in tre serate fuori abbonamento (13, 15 e 18 novembre) dedicate al fondatore e primo direttore Vladimir Delman, che volle fortemente l’esecuzione integrale delle Magnifiche Sei, progetto da cui nacque, appunto, l’idea di costituire l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano.

Mahler e Brahms protagonisti

La stagione poi si articola lungo alcuni cicli tematici uno «Intorno a Mahler», uno dei compositori di riferimento de laVerdi e che vedrà il confronto con gli autori suoi contemporanei – Zemlinsky; Schmidt; Bruckner e Richard Strauss – per meglio comprendere il linguaggio musicale in cui è cresciuto il compositore boemo. Altro ciclo de laVerdi sarà «Maratona Brahms» e gli otto appuntamenti si configurano come un imperdibile percorso nel cuore pulsante dell’Ottocento tedesco: per la prima volta nella sua storia, inoltre, laVerdi esegue integralmente le sinfonie e i concerti del musicista tedesco.

Centrale, dunque, sarà il grande repertorio, germanico e russo, e segnerà in modo decisivo i nove mesi, dal 16

i Quuen in versione sinfonica de laVerdi

Per i concerti Pops laVerdi propone un tributo ai Queen

settembre al 16 giugno, della stagione sinfonica. Spazio però avrà anche la musica contemporanea con il ciclo «Luoghi Immaginari», tre appuntamenti, due concerti da camera e uno sinfonico, per celebrare i 70 anni di Fabio Vacchi. Infine, il ciclo «Tra podio e strumento»  è dedicato alla figura del direttore-solista e per l’occasione laVerdi è lieta di ospitare Kolja Blacher (violino), la prestigiosa “new entry” Alexander Lonquich (pianoforte); Fazil Say (pianoforte) e Maxim Rysanov (viola).

Gli appuntamenti tradizionali

Ritornano gli appuntamenti tradizionali come la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi ai primi di novembre, con la direzione di Oleg Caetani, per la festa dei Morti e di Ognisanti. Immancabile, da oltre vent’anni, anche il concerto con cui l’orchestra sinfonica e il coro accolgono il nuovo anno: la Sinfonia n. 9 di Beethoven. In occasione della Settimana Santa tornerà anche la Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach, con il direttore artistico nonché fondatore dell’orchestra barocca Ruben Jais. Ad affiancare la stagione sinfonica e quella da camera, gli appuntamenti dedicati ai ragazzi: da quelli di Crescendo in Musica ai concerti del Coro di Voci Bianche e dell’Orchestra Sinfonica Junior. Per finire qualche escursione nel rock, con i concerti Pop’s e tributi a Queen, Abba e David Bowie.

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi: biglietteria Auditorium di Milano Fondazione Cariplo largo Gustav Mahler tel 02.833389.401/402. Biglietti online su Vivaticket.  info@auditoriumdimilano.orgwww.laverdi.org

Concerti Senza categoria Spettacolo

la Verdi celebra il grande Rock

il grande Rock celebrato da La Verdi
Jimi Hendrix uno deipadri del Rock

Jimi Hendrix nel 1967 pubblica i suoi due primi album

Il grande Rock ha compiuto 50 anni e l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi lo celebra con una serata speciale dedicata ai grandi artisti che ne hanno fatto la storia

ROCK AROUND laVERDI

Puoi trovare i biglietti scontati a 16,67 euro invece di 40,25, scontati del 58% su https://www.alpostomio.com/it/ticket/573

Sabato 21 aprile 2018, ore 20.30

Auditorium di Milano, largo Mahler

L’Orchestra #LaVerdi celebra il grande Rock

Un viaggio tra i grandi miti della musica rock eseguiti da una grande orchestra sinfonica che non è nuova a queste contaminazioni. Dal genio di Jimi Hendrix che nel 1967 pubblica i suoi due primi album con brani come Foxy Lady, Fire, Little wing, ai Doors che debuttano ufficialmente lo stesso anno in America consegnando alla storia

Frank-Zappa geniale e unico

Frank-Zappa il suo genio ha cambiato la musica

successi quali Light my Fire e Strange days, fino ai Beach boys che con Good vibrations sono protagonisti di una svolta stilistica che ancora oggi stupisce per modernità e arrangiamenti. In Inghilterra i Beatles pubblicano due album capolavoro: #Sgt. Peppers Lonely Heart e Magical Mystery Tour, mentre il rock progressivo grazie a Procol Harum in Inghilterra e The Velvet Underground con Lou Reed in America sale alla ribalta mondiale con  A whither shade of pale e Sunday Morning. In questa celebrazione dei cinquant’anni del rock non può mancare l’omaggio alla follia geniale di #Frank Zappa con

L'album Doors è uscito nel 1967

L’album Doors, del 1967 il primo della band

Plastic People e la proposta di brani intramontabili come Happy Together (The Turtles), My Girl (The Mamas and Papas) Lucifer Sam, She’s a Rainbow (Pink Floyd), Ruby Tuesday  (Rolling Stones), I’m a Believer (Monkees) e tanti altri.

Ogni brano, arrangiato da Ivan Merlini, è stato scrupolosamente scomposto dagli arrangiamenti originali e riscritto per orchestra sinfonica sfruttando le caratteristiche peculiari di tutti gli strumenti e suoni disponibili creando un grande dialogo fra fiati ed archi che si palleggiano le melodie portanti e i cori. A dirigere l’Orchestra Verdi in questa nuova avventura sarà Andrea Oddone.

Musiche di  Jimi Hendrix – Beach Boys – The Turtles – The Beatles – Velvet Underground – Rolling Stones – The Monkees – The Who – Pink Floyd – Jefferson Airplane – The Birds – Brian Auger – The Doors – Frank Zappa – Mamas and Papas – Procol Harum

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

copertina di Sgt. Peppers Lonely Heart

Sgt. Peppers Lonely Heart anch’esso del 1967

Arrangiamenti Ivan Merlini

Direttore Andrea Oddone

biglietti su https://www.alpostomio.com/it/ticket/573

Senza categoria Spettacolo Teatro

Le nostre donne al Teatro Delfino

Le nostre donne è una delle commedie meglio riuscite di Eric Assous
Donne amate, odiate, rimpiante sono Le nostre donne

Donne amate, odiate, rimpiante, non sono in scena ma sono le protagoniste di Le nostre donne

La divertente commedia Le nostre donne arriva al Teatro Delfino dall’8 all’11 febbraio

biglietti su Alpostomio.com scontati del 30%
https://www.alpostomio.com/it/cat/14/prosa

 

 

Eric Assous è uno dei drammaturghi francesi più apprezzati, premiato tra l’altro con il Premio Molière nel 2010 e 2015 e il Gran Premio del Teatro dell’Academie Francaise nel 2014, e Le nostre donne è uno dei suoi lavori più riusciti. La versione della Compagnia Teatro Zeta poi riesce a rendere perfettamente il clima e l’atmosfera. Perché in scena non ci sono figure femminili, eppure le donne invadono la scena.

Donne amate, odiate, rimpiante, assenze materializzate dai discorsi dei loro uomini in crisi, come loro: colpe riconosciute, colpe imputate; nessuno innocente, nessuno felice, nessuno autonomo. Tre coppie in crisi, come tante altre che trascinano le loro incomprensioni senza l’energia per affrontarle e tentare di

Le nostre donne il ritmo recitativo è incalzante

Nella versione della Compagnia Teatro Zeta dialogano ritmi comici e drammatici

risolverle. Due amici aspettano un terzo per una partita a carte. Il ritardatario arriva sconvolto confessando che in impeto d’ira ha strangolato la moglie (così crede) e chiede aiuto e protezione: la testimonianza di un alibi falso. Sgomento, perplessità, indecisioni, paure ed egoismi, tutto viene sviscerato del loro ambiguo legame: sarcasmo, disistima, ingratitudine, rivalità taciute e rinfacciate con

furioso disprezzo. Controllo dell’amicizia oltre a quello sentimentale. Ma dalle macerie pian piano – con un colpo di scena- le cose tentano di ricomporsi alla meno peggio e si può proseguire con lacre sollievo della verità. La partita a carte non sarà giocata, ma saranno messe in gioco e “senza più barare” le carte della vita, provocatrici di una metamorfosi che trasforma i cari amici in belve che si azzannano scuoiandosi a vicenda.

Le nostre donne è una delle commedie meglio riuscite di Eric Assous

Le nostre donne è una delle commedie meglio riuscite di Eric Assous

Le nostre donne al teatro Delfino

a 11,5 euro su https://www.alpostomio.com/it/cat/14/prosa

 

Di: Eric Assous
Con: Edoardo Siravo, Manuele Morgese,  Martino D’Amico
Regia: Livio Galassi
Produzione: Compagnia Teatro Zeta

Sala Delfino: Piazza Piero Carnelli  www.teatrodelfino.it

Concerti Senza categoria Spettacolo

SinFollia allegro confuso ma non troppo all’Auditorium di Milano

Donna Olimpia con Dosto & Yevski
Donna Olimpia con Dosto & Yevski

Donna Olimpia con Dosto & Yevski propongono il lato più divertente della musica classica 

 

SinFollia allegro confuso ma non troppo

Un nuovo irresistibile appuntamento della rassegna laVerdi Pops. Dosto & Yevski con Donna Olympia debuttano sul palco dell’Auditorium con l’Orchestra Verdi in una riedizione del loro fortunato spettacolo Sinfollia, un concerto comico e insieme un viaggio teatrale e musicale.

Temi famosi di Mozart, Verdi, Rossini, Bizet, Vivaldi, vengono rivisitati musicalmente, con la complicità di una grande Orchestra sinfonica, in un crescendo di folle comicità e humour che non permette agli spettatori di restare seri e indifferenti. È una musica che sorride e irride, che si diverte e fa divertire, capace di incanalarsi nei binari del comico e della parodia. Il duo comico musicale che vede Dosto al pianoforte e Yevski al contrabbasso ha iniziato la propria attività nel ’91 e dal ’99 si è unita la cantante Donna Olimpia. Insieme si sono esibiti nei teatri di tutto il mondo e partecipato a molte trasmissioni radiofoniche di Rai Radio 2 e Rai Radio 3.

 

SinFollia allegro confuso ma non troppo

Un concerto comico scritto, diretto e interpretato

da Dosto&Yevski con Donna Olimpia

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Venerdì 9 Febbraio 2018 ore 20.00

Domenica 11 Febbraio 2018 ore 16.00

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, Largo Mahler

BIGLIETTI SCONTATI su https://www.alpostomio.com/it/cat/12/musica-classica

16,67 euro anzichè 35 euro

Senza categoria Spettacolo Teatro

Victor Hugo e Adele – Georges Simenon e Marie Jo “Una promessa d’amore” Teatro Out Off Milano

Georges Simenon e la figlia Marie Jo
Monica Bonomi, e Silvia Valsesia sul palco del teatro OutOff

Silvia Valsesia a sinistra e Monica Bonomi, le interpreti di Una promessa d’amore

Una promessa d’amore al Teatro Out Off, Lucrezia Lerro dà voce alle esistenze tragiche delle figlie di Victor Hugo e Georges Simenon su https://www.alpostomio.com/it/cat/14/prosa
biglietti scontati del 36% a 11,5 euro

Nel proseguire la sua ricerca tra letteratura e drammaturgia, Lorenzo Loris propone un testo della scrittrice e poetessa Lucrezia Lerro sulle vite sfortunate delle figlie di Victor Hugo e di Georges Simenon. Un progetto che continua idealmente quello realizzato dal regista nel 2013 con “Prodigiosi deliri” dove venivano presi in esame alcuni famosi casi psichiatrici. Qui il contesto e il fuoco di attenzione non sono solo la malattia mentale, ma il rapporto padri–figlie dove i padri sono oltretutto due grandi personaggi della storia della letteratura. Nel testo c’è un rapporto con la vita vera, la letteratura e la storia. Si tratta delle biografie drammatiche della figlia Adèle di Victor Hugo che, dopo essere corsa dietro a un impossibile sogno d’amore, fu rinchiusa in un ricovero fino alla sua morte, avvenuta a 85 anni e della vita altrettanto disperata ma brevissima della figlia di Georges Simenon, suicidatasi a 25 anni. Due esistenze tragiche che nell’intento dell’autrice dialogano a 100 anni di distanza confessandosi e rendendoci partecipi della loro sofferenza e della loro follia, segnate dal rapporto con due uomini dalla forte personalità artistica e letteraria in cui è ravvisabile almeno il dubbio che padri troppo ingombranti, molto impegnati, molto famosi e molto ricchi possano aver segnato la fragilità delle figlie.

Adele Hugo da giovane

Ritratto dui una giovane Adele Hugo, la figlia di Victor Hugo mori a 85 anni, nel 1915, in un ospedale psichiatrico

Spiega l’autrice Lucrezia Lerro: «Nonostante la paternità di due geni della letteratura mondiale, le due figlie vissero, in momenti diversi, percorsi di vita di grande sofferenza, che le videro entrambe lottare con la malattia mentale. Lo spettacolo racconta cosa accade nella vita di due donne quando i loro “giganteschi” padri non riescono ad amarle come vorrebbero. Le colpe dei padri ricadono inevitabilmente sui figli? Chi può dirsi senza macchia? Le due scoprono tra dolore e visioni che gli uomini inventano le colpe. Marie Jo frequenterà nell’ultimo periodo della sua breve vita la clinica Villa des Pages fino a quando all’età di 25 anni si sparerà un colpo al cuore. Adèle invece sopravvivrà fino a 85 anni reclusa in una casa di cura psichiatrica. Le due donne, eroine d’amore, raccontano di come si può morire per una domanda che non trova risposta, e raccontano le loro vicende di fronte allo specchio imperfetto delle sofferte esistenze. La “follia della vecchiaia” di Adele Hugo in scena è direttamente connessa alla “nevrosi giovane” di Marie Jo, perché rappresenta per certi versi ciò che Marie Jo sarebbe potuta diventare se fosse sopravvissuta. Le due protagoniste sono infatti due facce della stessa medaglia che stanno a indicare due fasi della vita, ovvero due momenti della sofferenza psichica in due fasi differenti della vita. L’una si riflette nell’altra e nel riflesso colgono i loro tormenti, e i potenti veleni che circolano tra i loro pensieri. L’idea di “Victor Hugo e Adèle, Georges Simenon e Marie Jo – Una promessa d’amore” nasce dalla necessità di indagare e vivisezionare la pena umana, quella di cui ognuno fa esperienza nell’arco della propria vita. Pena che si può avere la fortuna di utilizzare come pretesto per individuarsi, per differenziarsi, finendo così per non sentirsene più schiavi o sopraffatti. “Una promessa d’amore” nasce da anni di scavo nella scrittura, nella possibilità di darle forma, nella possibilità che la scrittura dà di scovare zone inedite di noi stessi e degli altri. L’idea di Adèle e Marie Jo si sviluppa grazie alla ricerca ossessiva nel mondo eterogeneo di personaggi complessi per via della loro storia personale. Spesso nei miei lavori letterari mi soffermo su figure realmente esistite come nel caso di Adèle, quintogenita di Victor Hugo nata nel 1830 e Marie Jo, unica figlia

Marie Jo Simenon suicida a 25 anni

Marie Jo Simenon, unica figlia femmina dello scrittore si è suicidata il 20 maggio 1978 a 25 anni

femmina di Georges Simenon nata nel 1953. Entrambe francesi, entrambe figlie di due giganti della letteratura. Ciò che ho subito compreso sprofondando nelle vite di Adèle e Marie Jo è che si somigliano nelle loro diversità, nella lotta e nella pena. I tormenti e il desiderio di gioia hanno assillato entrambe nella realtà dei fatti di cui in parte ho tenuto conto nella stesura del testo teatrale che allo stato attuale è soprattutto d’invenzione e di scrittura. Dico questo perché il testo è in divenire così come lo è la vita teatrale. Mi sono soffermata, prima di scrivere, sulle due epoche diverse dei personaggi in questione, che si confondono tra desideri e paure, tra memoria e sopportazione del dolore. Ho tentato di comprendere le fragilità delle due famiglie, gli Hugo e i Simenon, che spero emergano dal racconto di Adèle e di Marie Jo, dal loro rapporto speciale con le figure genitoriali.
Il filo rosso, se ce n’è uno, è la ricerca d’identità delle due donne che avviene attraverso le ferite, la consapevolezza delle stesse, i tentativi di libertà, la paura di accettare la propria diversità che assume per ognuno nel tempo una connotazione positiva. L’individuazione Junghiana dovrebbe essere la meta. (E a proposito di tentativi di individuazione: Adèle, che parte dalla Francia in nave per Halifax (Canada) per tentare di realizzare il suo desiderio d’amore, morirà in manicomio all’età di ottantacinque anni. Marie Jo, che tenta il suicidio più volte per cercare di liberarsi da una realtà che le era insopportabile, si ucciderà con un colpo di rivoltella al cuore a venticinque anni). Adèle e Marie Jo sono due facce della stessa medaglia, della sofferenza psichica, del mal di vivere, di una domanda d’amore che affonda le sue radici nell’infanzia, nel rapporto con i padri e con le madri.
“Forse mai nessuno si sentirà amato come vorrebbe”, è a partire da qui che Adèle e Marie Jo tentano di farcela, a modo loro, ponendo al centro della vita il desiderio d’amore, una domanda troppo complicata per trovare risposta. L’una è in qualche modo ciò che potrebbe essere l’altra e viceversa. L’una soffre quanto l’altra tra nevrosi e complessi. La sofferenza psichica non fa sconti, mai. E Adèle e Marie Jo con le loro storie di vita potenti ne sono l’esempio perfetto».

Teatro Out Off: Victor Hugo e Adele – Georges Simenon e Marie Jo “Una promessa d’amore”
di Lucrezia Lerro 
regia Lorenzo Loris 
con Monica Bonomi e Silvia Valsesia
biglietti a 11,50 euro per il 15 novembre https://www.alpostomio.com/it/ticket/346

Monica Bonomi, Silvia Valsesia

Le vite di Adele e Marie Jo interpretate da Silvia Valsesia e Monica Bonomi

biglietti a 11,50 euro per il 16 novembre https://www.alpostomio.com/it/ticket/347
biglietti a 11,50 euro per il 17 novembre https://www.alpostomio.com/it/ticket/348
biglietti a 11,50 euro per il 18 novembre https://www.alpostomio.com/it/ticket/349
biglietti a 11,50 euro per il 19 novembre https://www.alpostomio.com/it/ticket/350

Senza categoria Spettacolo Teatro

MTM la nuova stagione è “con te”

Logo stagione 2017/2018 MTM

Milano in scena del Corriere della Sera

Roberto Saviano in scena al Teatro Leonardo

Roberto Saviano il suo La Paranza dei bambini in scena al Teatro Leonardo

L’inserto Milano in scena del Corriere della Sera di giovedì 21 settembre presenta le stagioni teatrali delle diverse sale milanesi.
Alpostomio.com le ripropone e vi invita a commentarle.
La stagione MTM Manifatture Teatrali Milanesi presenta 46 titoli e 270 repliche

Fuori Misura al teatro Leonardo

Fuori Misura al Teatro Leonardo produzione MTM

Al via la terza stagione per MTM che con le sue tre sale dislocate in tutta la città si consolida come il quarto polo teatrale milanese e propone un cartellone particolarmente ricco, impreziosito dalla collaborazione ormai stabile con la Compagnia Corrado d’Elia
Un viaggio tra commedie e tragedie classiche, prosa contemporanea, musica e danza
Il cuore alato di Manifatture Teatrali Milanesi, scelto come simbolo della stagione 2017/2018, ti porta alla scoperta del quarto polo teatrale del capoluogo lombardo, attivo con tre sale dislocate in tutta la città: Teatro Litta e Sala Cavallerizza in corso Magenta e Teatro Leonardo in piazza Leonardo da Vinci, la cui direzione artistica da quest’anno è affidata a Paolo Scotti. E proprio il fatto di contare su più curatori distingue MTM dalle altre realtà teatrali e consente di offrire un cartellone particolarmente vario. Un vero e proprio viaggio in grado di soddisfare tutti, tra commedie e tragedie classiche, prosa contemporanea, musica e danza.
Si comincia il 29 settembre con HORS – House of the Rising Sun (curatela Renzo Francabandera e Diego Vincenti): quattro progetti di giovani compagnie professioniste (Circolo Bergman, Carolina Reaper, Francesca Franzè, Alice Redini) per poi lasciare spazio a un ricco calendario di prime nazionali, produzioni MTM, coproduzioni, ospitalità, attori, registi e personaggi di spicco del panorama culturale italiano.

Corrado d’Elia in Io, Ludwig Van Beethoven

Corrado d’Elia una presenza stabile a MTM in scena con Io, Ludwig Van Beethoven

Manifatture Teatrali Milanesi è questo, e molto più. «Perché noi siamo quelli diversi da tutti!»
La Tempesta, L’inquilino, Pedigree di Babilonia Teatri, E Johnny prese il fucile, Claudia Marsicano in R.OSA – 10 esercizi per nuovi virtuosismi, Thyssen – Opera Sonora di e con Ezio Mauro, Renato Mannheimer ne Il Sondaggista, Davide Calabrese e Lorenzo Scuda di Oblivion in Far finta di essere G…, Un principe ispirato ad “Amleto” di Shakespeare, La Trilogia della villeggiatura, Opera Antigone, Riccardo Rossi, Roberto Castello, Rimbamband, Federico Rampini, Vanni De Luca, Compagnia Corrado d’Elia ( che propone Io, Ludwig Van Beethoven; Riccardo III; Poesia, la Vita e Dante, Inferno), Maria Teresa Ruta e Guenda Goria in Sinceramente bugiardi, Salomè di Oscar Wilde con la regia di Alberto Oliva, Cyrano sulla luna, La merda di Cristian Ceresoli con Silvia Gallerano, Annagaia Marchioro e Serena Sinigaglia, La paranza dei bambini di Roberto Saviano, Anna K liberamente ispirato ad Anna Karenina, Montagne russe, Andrea Scanzi con Eroi, gli Oblivion con The human jukebox – versione 2018, Architettura addio di Antonio Syxty dagli scritti di Alessandro Mendini, Fuori misura, A single man, Roberto Latini, Roberto Carrozzino e Martina Nadalini, La grande rivolta di Antonio Syxty, dai romanzi e le poesie di Nanni Balestrini. Sono solo alcune delle infinite ragioni per abbonarsi a MTM.

Le diverse tipologie di Abbonamento
Per la stagione 2017/2018 MTM propone tre diverse tipologie di ABBONAMENTO:

Anche Alessandro Mendini a MTM con Architettura addio

Alessandro Mendini dai suoi scritti Antonio Syxty mette in scena Architettura addio

6 MTM CON TE (€ 90)
6 spettacoli a scelta, di cui 1 produzione Manifatture Teatrali Milanesi
UNI CON TE (€ 50)
4 spettacoli a scelta per studenti e dipendenti universitari muniti di tesserino in corso di validit
MTMDONO (€ 40)
2 ingressi a scelta
ABBONAMENTO COMPAGNIA CORRADO D’ELIA CON TE (€ 50)
4 spettacoli in vendita fino a esaurimento disponibilit
Per saperne di più ti aspettiamo su mtmteatro.it e sui nostri canali social.

MTM Manifatture Teatrali Milanesi Biglietteria Teatro Litta corso Magenta, 24
Teatro Leonardo, via Ampère, 1 tel. 02 86 45 45 45. Aperta dal lunedì al sabato dalle 15.00 alle 20.00 biglietteria@mtmteatro.it http://www.mtmteatro.it/stagione-2017-2018/

Eventi Senza categoria Spettacolo

Torino Global Summer Festival

la presentazione del Global Summer Festival Italian Top Artist
Gabry Ponte tra i nomi più attesi al Global Summer Festival

il Torinese Gabry Ponte uno dei maggiori DJ italiani e esponenti della EDM

Global Summer Festival, Torino 23 settembre torna uno degli eventi più amati e attesi dai fan della EDM.
Il Global Summer Festival Italian Top Artist quest’anno sarà ancora piu’ emozionante e si svolgerà sabato 23 settembre al Parco della Certosa Padiglione 14, a Collegno Torino. Sul palco tutti i maggiori DJ italiani del momento.

Tra gli artisti più affermati Gabry Ponte, conosciuto anche per le sue collaborazioni come quella con il rapper Danti con cui ha realizzato Che ne sanno i 2000 –
https:www.youtube.com/watch?v=noY6ggSNTF0&list=RDEMODuvl247PGZxtNqgSIaFzg

o il più recente Tu sei –
https:www.youtube.com/watch?v=g4cy7A6o6KI

Altro nome del panorama EDM che sarà presente a Torino è Vinai, i due fratelli bresciano anch’essi celebri anche per alcuni singoli e collaborazioni come Where The Water Ends con Anjulie –

https:www.youtube.com/watch?v=atut75ZAbjY

per conoscerli meglio Best of Vinai 2017 – https:www.youtube.com/watch?v=bjHS7tOV6FI

I fratelli Vinai al Global Summer Festival

Anche Vinai tra i nomi più importanti della EDM attesi a Torino

Sarà al Global Summer Festival alche un altro sodalizio celebre comne DJ Marnik – Alessandro Martello & Emanuele Longo – che possiamo vedere in una famosa performance al Sunburn Goa – https:www.youtube.com/watch?v=KlJAiwwGHMg

o in una compilation – https:www.youtube.com/watch?v=RcN01FLHfe8

In programma anche Rödja, qui nel video di The Best Of You – Live e un Intervista @ Rolling Couch – https:www.youtube.com/watch?v=SwuyZgUZ7JU.

Set Time: 14 – 21: si alterneranno tra loro artisti come:

Drop – Danko – Margot – Paki & Jaro – B-Side Project –
Derx – Scaglia & Simolo – Ack & Dhank – e altri ancora.
A seguire 21 – 22:

Marnik 22 – 23: Vinai 23 – 00: Gabry Ponte00 – 01: Parhasar01 – 02: Parhasar Hosting The Show: Rödja.

Marnik al Global Summer Festival

Un altro duo Marnik ,Alessandro Martello & Emanuele Longo tra gli artisti più attesi al Global Summer Festival

 

GLOBAL SUMMER FESTIVAL ITALIAN TOP ARTIST

al Parco della Certosa Padiglione 14 Corso Pastrengo 51 Collegno Torino
https://www.facebook.com/events/1911288589156024/

Biglietti scontati fino al 16 dicembre 15 euro + DDP

#globalsummerfestival #GSF2017 #globalcommunity #italiantopartist

 

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Gli U2 a Roma l’attesa e le critiche

1987-2017 30 anni di The Joshua Tree
il tour degli U2 è dedicato a The Joshua Tree

Il concerto degli U2 a Roma celebra i 30 anni dell’uscita di The Joshua Tree, non c’è dubbio, le acconciature sono cambiate

Sale l’attesa per gli U2 a Roma. Nell’attesa non mancano i primi giudizi dei critici, basati sui concerti già tenuti a Berlino o altrove. Giudizi non sempre entusiasti e che ricordano, fra nostalgie e  rimpianti, che sono passati 30 anni dall’uscita di  The Joshua Tree, l’album simbolo degli U2 cui è dedicato il tour e il concerto degli U2 a Roma.

Così pubblichiamo due articoli – di  Sandra Casarale sull’edizione romana del Corriere e di Valerio Cesari su il Fatto Quotidiano  – che possono aiutarci a trascorrere nel modo migliore le ore che ci separano dai concerti degli U2 a Roma.

A proposito su

https://www.alpostomio.com/it/cat/10/musica-leggera–rock–pop—

Ci sono ancora biglietti disponibili per gli U2 a Roma!!

Se poi qualcuno volesse pubblicare le sue impressioni sul concerto degli U2 a

 

il concerto deli U2 a Berlino

Il concerto degli U2 a Londra l’8 luglio ha segnato l’avvio del tour dedicato ai 30 anni di The Joshua Tree

Roma può inviare una e-mail a blog.alpostomio@gmail.com.

Iniziamo con Sandra Casarale che racconta come gli U2 a Roma – anche grazie a Noel Gallagher che apre i concerti del tour della band irlandese – faranno della città la capitale del rock.

 

(http://roma.corriere.it/notizie/cultura_e_spettacoli/17_luglio_12/gli-u2-roma-l-america-donne-30-anni-rock-a772cff4-66e5-11e7-9cb7-9d56a32dcee8.shtml)

Il taglio di capelli del 1987, oggi potrebbe sembrare datato. La loro musica no. Così la rivista Rolling Stone America ha riassunto i 30 anni di «The Joshua Tree», l’album che gli U2 stanno portando di nuovo on the road in un tour che sabato e domenica arriverà anche allo stadio Olimpico nelle uniche due date italiane. Sarà l’evento dell’estate che farà di Roma, per due giorni, la capitale

Gli U2 a Roma, dopo Berlino e altre capitali

Gli U2 a Roma, per un Weekend capitale del Rock

del rock.«Non è da noi autocelebrarci», ha raccontato Bono. I magnifici quattro di Dublino mercoledì suonano a Berlino e già da giovedì potrebbero arrivare a Roma. Ieri, intanto, gli operai hanno iniziato a montare il palco che dà le spalle alla Curva Sud. E, anche se non c’è ancora il sold out, sono rimasti pochissimi posti in tribuna Montemario e pochissimi biglietti anche nel settore distinti, per di più con visibilità limitata.

Gli organizzatori si aspettano il tutto esaurito per le due date: sessantamila persone ogni sera affolleranno l’arena del calcio per cantare brani che sono diventati dei potenti inni di pace e libertà. Sarà un concerto blindato. Ieri c’è stata la prima riunione di Questura e Prefettura: le due serate, considerata l’alta affluenza di pubblico a ventiquattr’ore di distanza, saranno trattate come un doppio derby Roma-Lazio. Sono previste misure di sicurezza straordinarie: sarà schierato un 30 % in più rispetto ad altri eventi di uomini delle forze dell’ordine, aumentato anche il numero degli steward all’interno dello stadio, previsti tre prefiltraggi e altri 30 metal detector rispetto ai soliti, con spettatori in coda e perquisizioni. Vietate lattine e bottiglie di vetro.Alle 18 salirà sul palco Noel Gallagher che apre i concerti degli U2 in tutto il tour europeo. Nel primo dei due live londinesi, l’ex Oasis ha duettato con Bono & co sulle note di «Don’t Look Back in Anger», un successo anni Novanta della band guidata dagli irrequieti fratelli Gallagher. Tutto lo show è costruito intorno alle canzoni composte e pubblicate durante le amministrazioni di Ronald Reagan e

Un'altra immagine del concerto di Berlino

Un’altra immagine del concerto di Berlino. 30 anni fa c’era ancora il muro

Margaret Thatcher. Gli Stati Uniti, ha ricordato Bono erano un paese diviso fra la grandezza del mito, e la realtà di un popolo che aveva perso la forza del sogno americano. Bono, The Edge, Larry, Adam erano quattro ragazzi alla ricerca delle origini del rock, in quella che per loro era la terra promessa. Questo non è un tour nostalgico: semplicemente le canzoni di trent’anni fa si sono trasformate in uno specchio anche della presidenza di Donald Trump. Dopo il risultato delle elezioni americane, la band ha accantonato l’uscita del nuovo «Songs of Experience» e ha messo mano a questo tour.  La sagoma nera dell’albero del deserto californiano che ha dato il titolo al disco domina il megaschermo e si riflette nella forma della passerella che si allunga sulla platea. Nei video — firmati dal mago delle immagini Anton Corbijn — dai colori psichedelici o in un più sobrio ed elegante bianco e nero che scorrono durante l’intera durata del concerto domina l’America rurale, le sconfinate highway che tagliano il deserto. Ma prima di affrontare l’album che rese i quattro ragazzi irlandesi delle icone planetarie (con 25 milioni di copie vendute), la band riassume la sua storia precedente «The Joshua Tree» in una manciata di canzoni:

«Sunday Bloody Sunday»

https://www.youtube.com/watch?v=EM4vblG6BVQ

«New Year’s Day» da youtube

e «Pride»

 

 

L’ultima parte dello show è dedicata al futuro che, nella visione di Bono, è rappresentata dalle donne («luce del mondo e lampadina sulla mia testa»). Sullo schermo una galleria di volti femminili, un’ode alle donne con le protagoniste di secoli di battaglie per i diritti civili: da Rosa Parks alle Pussy Riot, da Angela Merkel a Patti Smith, da Malala alle suffragette. Ha ricordato Bono: «Ci siamo chiesti: come sarebbe il futuro? Allora qualcuno ha detto e, potrei essere stato io, il futuro è delle donne. Io ci credo davvero».

Diverso l’approccio di Valerio Cesari all’evento de gli U2 a Roma che paragona il tour degli U2 – dedicato ai 30 anni dell’uscita dell’album The Joshua Tree – al tentativo un po’ goffo di Nokia di riproporre il glorioso, ma vetusto, 3310.

(http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/13/u2-a-roma-un-tour-buono-per-riesumare-un-nokia-3310/3723116/)

Bono saluta la folla entusiasta

Bono saluta la folla entusiasta. Gli U2 sanno sempre come conquistare il pubblico

Con la data di Londra andata in scena sabato 8 luglio, ha preso il via il tour europeo degli U2 o, per meglio dirla, sono proseguite le celebrazioni scoccate per i 30 anni dall’uscita dell’album capolavoro The Joshua Tree: disco (sempreverde) e sempre presente in tutte le classifiche di rito, annoverato da più parti tra gli album imprescindibili della musica recente e, forse, punta massima del pensiero artistico di Bono Vox e compagni. Come ogni azienda che si rispetti (e gli U2 da tempo si muovono come altre band alla maniera di una multinazionale ben guidata), il gruppo irlandese ha deciso di acchiappare al volo la prevedibile occasione e rinforzare un brand un po’ opacizzato. Nell’ultimo quarto di secolo, infatti, la sperimentazione e la ricerca culminate proprio in The Joshua Tree (nel quale convergono elementi della musica soul, blues e gospel) hanno trovato approdo felice solo nei successivi Rattle & Hum (1988) e Achtung Baby (1991). A lungo andare, gli U2 – che avevano saputo ridisegnare i canoni della new wave, del rock ma anche del folk e del pop (grazie ai consigli disinteressati degli amici illustri Bob Dylan, Patti Smith e Keith Richards) – sono diventati (e non è il loro un caso unico) un gruppo niente più che consapevole, capace di tirare fuori (al momento opportuno) canzoni e dischi saltuariamente all’altezza di una storia comunque gloriosa, cui guardare con rispetto. In questo senso, l’operazione pronta ad approdare qui in Italia con il doppio appuntamento romano previsto per il weekend, pur costituendo per i fan (e gli amanti della buona musica in generale) un’occasione imperdibile, non può che rimandare alla mia mente il tentativo (goffo) di Nokia di reimmettere nel mercato il glorioso 3310. Sì, perché è lecito, ma ancor prima comprensibile, che il quartetto irlandese voglia essere ricordato per questo e non, ad esempio, per il vespaio di polemiche scatenato dopo che l’ultimo Songs of innocence era stato regalato a tutti gli utenti iTunes molti dei quali – è cosa nota – non hanno neppure voluto scartare il pacco.

If fan degli U2 più giovani della band

I fan degli U2 non molti erano nati al tempo di The Joshua Tree

Un lifting prevedibile, cui sembrano obbligati a sottoporsi tutti i grandi (superstiti) della musica rock, pop e metal, che nei palazzetti come nei locali di media capienza girano sciogliendo a poco a poco le bende di un passato inarrivabile al ritmo di un presente che li vede scottati da un pubblico e nuove modalità di fruizione che vorrebbero alienarne la grandezza. Escamotage o mossa furba che sia, cercando per una o due notti di non allargare il discorso oltremodo, varrà sicuramente la pena far finta di niente e sognare di essere tornati in quegli anni: quando l’indignazione, la rabbia e il sogno tanto agognato delle praterie americane regalava al mondo un’opera degna di essere preservata per le generazioni a venire.

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Imagine Dragons dopo Lucca Verona

Imagine Dragons il tour 201
Imagine Dragons dopo Lucca Verona

Il tour degli imagine Dragons ha fatto tappa a Lucca e ora tocca a Verona

Gli Imagine Dragons saranno a Verona il 10 luglio. I fratellini americani dei Coldplay, sono in tour in Italia e Michele Boroni su Rockol – http://www.rockol.it/news-676080/imagine-dragons-lucca-summer-festival-recensione-concerto – racconta il loro concerto – e il loro successo – a Lucca.
Un’altra tappa del loro tour è in programma a Verona il 10 luglio ed è sold out su Alpostomio.com però si possono trovare ancora dei biglietti disponibili https:www.alpostomio.com/it/ticket/164

concerto di Lucca degli imagine Dragons

Immagine del concerto di Lucca degli imagine Dragons da www.rockol.it

Se è vero che esiste un regno sonoro del “corismo” e i Coldplay (che nel frattempo suonavano contemporaneamente allo Stadio Meazza) sono i reali supremi, allora gli Imagine Dragons ricoprono il ruolo dei degni alfieri.
La band di Las Vegas ha aperto la stagione del Lucca Summer Festival dopo l’anteprima dei Green Day a giugno. Ad accoglierli una gremita Piazza Napoleone (circa 9500 paganti) di 20something, ma anche parecchi trentenni che conoscevano a memoria tutte le hit della band.
Gli Imagine Dragons sanno perfettamente cosa vuole il loro pubblico, che in verità non ha troppe pretese, e riescono a soddisfarlo in pieno con un’ora e mezzo di anthem fortemente percussivi e coinvolgenti.
La band parte subito sfrontata con il singolo in heavy rotation in queste settimane, il power pop “Thunder” – https:www.youtube.com/watch?v=fKopy74weus – seguito da “Gold” –
https:www.youtube.com/watch?v=Rl3ELiPXFRo – e “It’s Time” – https:www.youtube.com/watch?v=sENM2wA_FTg – rispettivamente dal secondo e dal primo disco del 2012. Sebbene l’ultimo “Evolve” abbia lasciato un po’ l’amaro in bocca ai fan

Immagine del concerto di Lucca degli imagine Dragons da www.rockol.it

Sempre Immagine del concerto di Lucca degli imagine Dragons da www.rockol.it

della primissima ora, per la virata troppo elettropop, dal vivo gli Imagine Dragons riescono a far emergere il loro lato più rock. Merito del cantante Dan Reynolds, un Alessandro Cattelan più ciccio, dalla voce sicura e potente, bravo a coinvolgere il pubblico con salti, lunghe corse su e giù per il palco e particolarmente entusiasta di essere in Italia (“ho scoperto che la famiglia di mia moglie è originaria di Lucca” rivela fiero al pubblico).

Se Whatever in takes – https:www.youtube.com/watch?v=rGlEZpOVjGo – è una via di mezzo tra l’andamento dei Coldplay e l’incedere nel cantare di Ed Sheeran, I’m so sorry – https:www.youtube.com/watch?v=ZrqqpYPjn1Q – rivela il lato più hard rock della band e Walking the wire – https:www.youtube.com/watch?v=b0h44Tgn1-Q (live) – , probabilmente il

I biglietti su www.alpostomio.com

I biglietti per il concerto degli Imagine dragons di Verona su www.alpostomio.com

prossimo singolo, con il suo efficace “corismo” diventerà anche la colonna sonora di qualche spot o video motivazionale.

La band composta da quattro elementi (più un quinto tuttofare nelle retrovie) fa il suo lavoro, senza strafare – i brani hanno praticamente la stessa durata del disco.

La seconda parte è quella dedicata ai pezzi più famosi, da “Demons” –
https:www.youtube.com/watch?v=mWRsgZuwf_8 a On the top of the world – https:www.youtube.com/watch?v=w5tWYmIOWGk . fino al singolo di questa primavera “Believer” – https:www.youtube.com/watch?v=7wtfhZwyrcc – da cantare tutti insieme sotto la pioggia di coriandoli che inonda la piazza.
A chiudere il concerto quella “Radioactive” – https:www.youtube.com/watch?v=ktvTqknDobU – che li fece conoscere al pubbico e che ancora oggi resta il loro pezzo che meglio li rappresenta.
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SETLIST
Thunder
Gold
It’s Time
Whatever It Takes

Dan Reynolds il cantante degli Imagine Dragons

Dan Reynolds il cantante degli Imagine Dragons

Hear Me
Demons
Walking the wire
Amsterdam
Shots
I’m So Sorry
I Don’t Know Why
On Top of the World
Believer
Radioactive